Una immagine di scultura e artisti al lavoro rappresenta il Creativity Forum del settembre 2021 a Carrara

Città Creative Unesco: parte da Carrara la road map per la rinascita dei centri storici

Occasione, il Creativity Forum del 24-25-26 settembre 2021. Al centro l’artista e l’artigiano come motori di rigenerazione urbana

Fare rigenerazione urbana e consentire la rinascita dei centri storici dopo la pandemia, mettendo al centro l’artista, il saper fare e la creatività come motore di sviluppo.

È la premessa da cui nasce il Forum Carrara for the UNESCO Creative Cities, i prossimi 24, 25 e 26 settembre nella cittadina Toscana: prima edizione di un appuntamento di confronto tra tutte le Città Creative UNESCO italiane.
Il forum porterà a Carrara rappresentanti delle istituzioni ed esperti nei settori dell’arte, dell’artigianato, dell’architettura, dell’economia e della comunicazione. Lo scopo, confrontarsi sul tema della progettazione della rigenerazione culturale, sociale ed economica dei centri storici, legata ai temi della sostenibilità, del patrimonio e delle identità locali.

“Un’occasione che vuole portare a riflettere su cosa si possa fare grazie a creatività e cultura – ha spiegato ieri in occasione del lancio del Forum il Sindaco del Comune di Carrara, Francesco De Pasquale – per riuscire a inventare strade nuove”.

Carrara, che dal 2020 fa parte del Coordinamento Nazionale delle Città Creative UNESCO, intende guidare un momento di confronto tra le 11 Città Creative Italiane – Alba, Bergamo, Parma, Biella, Carrara, Fabriano, Bologna, Pesaro, Milano, Roma e Torino – sul tema L’artista e l’artigiano motori di rigenerazione urbana

Con l’intento di conservare, promuovere, valorizzare le identità locali, “per la prima volta – spiega Federica Forti, Assessora alla cultura di Carrara -, diamo vita a un progetto corale”. Il Forum non vuole parlare di Carrara, ma “di un modello e di una ‘Carta’ che ha l’ambizione di fare da linea guida”.

Un modello di rigenerazione urbana

Obiettivo generale del Creativity Forum è, infatti, la predisposizione di una road map sulla rigenerazione urbana dei centri storici.
Partendo dall’analisi e valorizzazione delle eccellenze artigianali e artistiche contemporanee, si vuole individuare una metodologia replicabile in cui artisti e artigiani siano coinvolti nella progettazione del decoro urbano e nell’educazione: protagonisti di un processo trasformativo del turismo.

Il Forum nasce dall’attenzione al dibattito internazionale che sta elaborando possibili scenari di rinascita post pandemica, legati ai temi della sostenibilità (Agenda 2030 ), del patrimonio (Convenzione di Faro) e delle identità locali. Creativity Forum vuole essere un format replicabile non solo di una buona pratica di contaminazione, ma anche come modello di rigenerazione urbana.

Al documento, si arriverà attraverso un tavolo composto da 15 esperti tra economisti, sociologi, pedagoghi, storici dell’arte, professionisti dell’alta cucina e appartenenti ad altre discipline, già da questo mese al lavoro.

“Per definire emergenze e priorità”, ciascuno dal suo osservatorio, spiega Laura Barreca, Coordinatrice del Tavolo di esperti del Forum. L’intento è costruire un network “perché questa filosofia risulti condivisa e possa diventare uno strumento per le prossime città creative italiane. La situazione pandemica ha portato anche le microeconomie a doversi reinventare – continua Barreca -, noi vogliamo capire come artisti e artigiani possano essere una chiave di rilettura del nostro rapporto con l’ambiente: natura e ambiente urbano”.

Parallelamente, sarà promossa una dichiarazione di respiro internazionale, istituzionale, predisposta da Carrara Città Creativa Unesco con la collaborazione di Itki Foundation USA, per riconoscere il ruolo dell’artista e dell’artigiano nella rigenerazione urbana, come co-disegnatore delle città negli scenari post-pandemici e valorizzatore delle identità locali.


Una carta aperta a tutte le città d’Italia e del mondo

Il Creativity Forum. Carrara for the UNESCO Creative Cities si propone di diventare un appuntamento fisso per le Città Creative italiane e un’occasione per approfondire temi relativi allo sviluppo sostenibile delle città. Il Forum, pensato come evento di riferimento per la prossima programmazione di Carrara Città Creativa UNESCO, vuole rappresentare una buona pratica metodologica di collaborazione, che valorizzi la contaminazione tra Città Creative appartenenti a clusters diversi. Con l’ambizione e l’auspicio di andare oltre.

“La Carta di Carrara – sottolinea ancora per l’amministrazione comunale Federica Forti – sarà un documento firmato da 11 città, che al tempo stesso viene delocalizzato in una dimensione più universale perché i componenti del tavolo di lavoro sono professionisti che lavorano in tutta Italia e nel mondo, specializzati nello sviluppo sostenibile all’interno del proprio ambito di appartenenza”.

“La carta – continua Forti – si propone di essere interessante al punto da essere adottata non solo dalle altre Città Creative d’Italia e del mondo che appartengono alla rete Unesco, ma di tutte le città e, soprattutto, di quelle che hanno patrimoni storici importanti come quelle del nostro Paese. Offriamo il nostro lavoro come punto di partenza per chiunque lo voglia adottare e riceviamo volentieri informazioni e suggerimenti da qualunque città li voglia dare. Naturalmente rispettando lo standard professionale di altissimo profilo del tavolo di lavoro che andremo a presentare”.

Ribilanciare automazione e creazione

Infine, come sintetizza Paolo Naldini, Direttore della Fondazione Pistoletto, Città dell’arte di Biella: “Se il Rinascimento metteva l’uomo al centro del mondo, oggi il mondo è al centro dell’uomo. Tutto è locale ma nulla è più solo locale. Nulla è solo più adesso, la sostenibilità non riguarda tanto l’oggi, ma le generazioni future” e, ancora, “non si può più operare da soli, anche il soggetto più grande con maggiori risorse non è più in grado di fare senso da solo”.

Una strada quella indicata dal Creativity Forum, che “mettendo al centro dell’attenzione arte e artigianato – sottolinea Naldini – dichiara che in un’epoca in cui, in qualche modo, la tecnologia, si impadronisce delle nostre vite possiamo creare una sorta di ribilanciamento tra il processo di automazione e l’atto umano della creazione”.

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