Gaia, Rita e tutti noi

22 aprile 2020.
Un giorno che accomuna due nomi, femminili: Gaia e Rita. Gaia, la terra, che oggi il mondo celebra nel 50esimo anniversario della Giornata che le ha dedicato. La sua voce, in quella di milioni di persone, è stata solo temporaneamente soverchiata da quella di un virus chiamato Covid-19, perché, alla fine, tutto rimanda a lei. La nostra vita è la sua vita. La sua vita è la nostra.

Rita, che poi fa Levi Montalcini: neurologa, accademica, senatrice, premio Nobel per la medicina (unica donna italiana insignita nelle Scienze). Di sè diceva di essere una donna “libera”, cresciuta in un mondo in cui “dominava la figura maschile e la donna aveva poche possibilità”. “Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società”, è una delle sue frasi più citate.

Ecco perché in questa giornata della terra, e di Rita, abbiamo voluto sentire quasi in una sola voce quella di due donne, Monica Diluca, neuroscienziata, e Sonia Calvari, vulcanologa, per ricordarci quanto ancora si debba e, soprattutto, si possa fare per supportare le donne nel cammino all’interno della società.
Solo per stare al mondo della ricerca, che in qualche modo le accomuna, secondo i dati del recente rapporto She Figures 18, curato dalla Commissione Europea, nel 2018 la percentuale di donne ricercatrici nell’UE rimane bassa, solo il 33,4% dei ricercatori nei 28 stati membri dell’UE. Questa percentuale non è cambiata molto dal 2012, quando le donne rappresentavano il 33% dei ricercatori. Allargando lo sguardo, nell’occupazione totale, le donne continuano a detenere quote inferiori rispetto agli uomini e, persino quando hanno un’istruzione universitaria, hanno più probabilità degli uomini di essere disoccupate. Nell’UE-28 nel 2017, il tasso di disoccupazione per le donne con istruzione universitaria era del 3,8%, per gli uomini era del 2,9%.

Eppure, non mancano le ricerche che indicano come le aziende che si affidano a Ceo donne, abbiamo risultati migliori, o quelle che, anche dalle pagine della blasonata Harvard Business Review, dettagliano come le donne siano leader migliori degli uomini (per inciso i 7 paesi che hanno retto meglio alla pandemia sono governati da donne).
Grazie a quel principio femminile fatto di empatia, di spirito di servizio… che molto può fare per il mondo. Non senza coinvolgere gli uomini, pari opportunità si potrebbe dire, visto che pure in loro quel femminile alberga e può diventare sempre più consapevole di sé.

Come? Forse, come suggerisce Sauro Tronconi, ricercatore sì, della natura umana, “attraverso il dubbio, la ricerca e la conseguente osservazione di sé stessi, poiché solo unendo ciò che siamo a ciò che impariamo nasce la vera conoscenza”.

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