Il paracadute/’Il tempo del dialogo interiore’

Il tempo che si è creato tra il prima Covid-19, l’ora e il poi, può essere il prezioso luogo in cui cercare il nuovo che tanto serve all’uomo e alla terra.
Come? Accorre in aiuto il criterio di ricerca maieutica, che nel dubbio e nella domanda vede la chiave verso la conoscenza. Come spiega Sauro Tronconi, filosofo, antropologo, e ricercatore, nella premessa al suo nuovo libro, qui in anteprima per Quoziente Humano.

“Maieutica, oggi, è per me creare nell’individuo le condizioni di libertà di scelta, libertà di direzione, per passare da una coscienza condizionata e spesso identificata ad una scelta di individualità cosciente.

Portare sé stessi a ‘vedere’ non dirige lo sguardo solo in una direzione, ma ci rende capaci di fare scelte fra molti elementi

La maieutica non è un comune insegnamento, ma l’arte di creare le condizioni per far emergere in ciascuno le proprie peculiarità di apprendimento e di comprensione della realtà. Quella capacità di discernimento che ci induce a cercare tra le molteplici verità quella che più saggiamente ci permette di vedere il mondo e noi stessi e poi di conseguenza farci opinioni e operare scelte.
Forse Socrate fu influenzato dal mestiere della madre, che si narra fosse una levatrice, nel proposito di creare, attraverso la dialettica e l’ironia, le condizioni atte a partorire l’intelligenza intuitiva nei suoi allievi. L’idea del partorire è potente, poiché presuppone anche una gestazione e prima ancora una generazione. Non sono certo dei mezzi utilizzati praticamente da Socrate nelle sue lezioni, di certo vi era il linguaggio, che rimane ancora oggi lo strumento principe del percorso maieutico, ma il linguaggio non è solo logos, cioè il pensiero che si esprime attraverso la parola, è anche corpo e materia, assieme alle infinite sfumature della coscienza umana che modificano continuamente la percezione di noi stessi in relazione al mondo. Elementi che oggi, come duemila quattrocento anni fa, fanno parte della dotazione che ognuno ha e sono disponibili se iniziamo a riconoscerli.

Nello sperimentare la nostra individualità cosciente diamo forma, sostanza e vita alle nostre scelte nel mondo

Durante questo processo che diviene continuo nella vita si sviluppa anche una particolare memoria che diviene una sorta di reta atta a trattenere non tanto i singoli eventi, ma la continuità della nostra crescita.
Quando parliamo di autoconsapevolezza o coscienza di sé stessi, potremmo intendere ‘funzioni superiori della coscienza umana’, che corrispondono a complessi processi in continuo cambiamento evolutivo, pensiamo all’autoconsapevolezza come un processo dinamico di relazione con la complessità della psiche umana e la complessità dell’universo. La base dell’idea socratica della maieutica è proprio questa, innescare il processo virtuoso di visione di sé stessi, che altro non è che la percezione fluida e continua che si forma in relazione di sistemi complessi che per lo più sfuggono al nostro controllo e spesso anche alla nostra percezione razionale.

Per tutta la mia vita ho lavorato in questa direzione, prima di tutto su di me e poi da un punto di vista professionale assieme ad altri. Conosco bene il potere del condizionamento automatico e della marea di induzioni che costantemente sommerge la nostra consapevolezza e le nostre certezze, conosco quella sensazione di frustrazione nel comprendere che i giochi del vivere non restano fatti, che le cose devono essere continuamente alimentate e di nuovo partorite. Ho sperimentato, che veramente si può crescere ed alimentare la propria esperienza di vita andando verso quella soddisfazione profonda che può nascere solo dall’essere coscienti di se stessi. Credo di aver compreso il significato di maieutica e la sua profonda conoscenza dell’essere umano, e di aver compreso anche la differenza tra un insegnamento che semplicemente trasferisce competenze e verità, ed un insegnamento atto a creare le condizioni favorevoli alla crescita dell’autoconsapevolezza intellettiva ed emozionale.

Il percorso maieutico non impone, non sceglie per noi, non è violento e non pone il risultato innanzi all’esperienza, non cerca semplicemente risposte, ma gode nella capacità di porre domande

non è frustrato dal non avere verità certe, non è ansioso nel voler catalogare ogni cosa con la falsa convinzione che già nominare qualcosa significhi capirla, “ Non men che saver dubbiar mi aggrada” , sono le parole che Dante rivolge a Virgilio nel sesto cerchio dell’Inferno, poiché il far domande è la condizione più gratificante del conoscere.

Michel de Montagne nel Seicento riassumeva nella famosa domanda “Que sais-je” (che cosa so?) la necessità di conoscere quel che siamo partendo dal continuo interrogarsi, radice di quella domanda è il “conosci te stesso” di Socrate che indica, l’interrogazione a se stessi, un’interrogazione che parte dal divenire testimoni e non analisti, per non condizionare anche lo svelarsi continuo della propria immagine che nel mondo, produce la conoscenza del mondo. Sempre Montagne, parlando di come educare i figli, dice: “Che il tutore gli faccia passar tutto allo staccio e non gli metta in testa nulla con la sola autorità e con la parola: i principi di Aristotele non siano i suoi principi più di quelli degli stoici e degli epicurei. Lo si metta davanti questa varietà di giudizi: se può sceglierà, altrimenti rimarrà in dubbio. Soltanto i pazzi sono sicuri e risoluti”, egli ci indica la radice della maieutica che è quella di indurre attraverso il dubbio la ricerca e la conseguente osservazione di se stessi, poiché solo unendo ciò che siamo a ciò che impariamo nasce la vera conoscenza”.


Sauro Tronconi conduce da più di 30 anni corsi e seminari che hanno come fine il dare all’individuo strumenti concreti per conoscere se stesso, evolvere le proprie potenzialità e divenire capace di compiere scelte consapevoli nella direzione della propria realizzazione. Ha sviluppato il Metodo Self (processo di crescita dell’autoconsapevolezza), che trae linfa da antiche metodologie orientali e moderne conoscenze occidentali

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