Oltre il gender gap, Rai avvia una serie di iniziative

La parità di genere è diventato un tema preponderante sul tavolo delle aziende e così il rispetto della figura femminile, di cui dare una rappresentazione equilibrata e non stereotipata. Sono soprattutto i media a dover scendere in campo per dare consistenza a questo intento, e in primo luogo il servizio pubblico televisivo, come voce della società italiana.

A questo proposito, la Rai ha avviato una serie di iniziative volte a rappresentare la varietà di ruoli assunti dalle donne nella società contemporanea. In primo luogo, la Main Media Partnership con il Women 20 – l’engagement group ufficiale del G20 che lavora sulla parità di genere e l’empowerment femminile, guidato da Linda Laura Sabbadini – in merito al quale su iniziativa dell’amministratore delegato Fabrizio Salini è stato istituito un tavolo tecnico per il superamento del gender gap, che vede il coinvolgimento della commissione Pari Opportunità dell’azienda. 

Un primo progetto è stato avviato su proposta dell’Ufficio Studi, per la definizione e il varo entro fine anno di specifiche politiche strategiche per il riequilibrio di genere in Rai. La prima fase del progetto, avviata a gennaio 2021, è il data assessment che, con il contributo delle Risorse umane, restituirà entro fine aprile un quadro di riferimento necessario per definire gli indicatori aziendali rispetto ai quali impostare le strategie, come rafforzare la presenza delle donne ai vari livelli professionali e una maggiore trasparenza di valore in rapporto alle posizioni lavorative, ossia il cosiddetto pay gap. 

Un altro aspetto sotto osservazione è la presenza delle donne all’interno di programmi di informazione e di intrattenimento e il confronto con le politiche adottate dagli altri servizi pubblici europei.  La Direzione marketing si sta invece occupando di studiare la programmazione in tema di contrasto agli stereotipi e sullo squilibrio di genere nella rappresentazione femminile all’interno della programmazione Rai.

La seconda fase è dedicata alla mobilitazione interna. In collaborazione con le Risorse umane e con Rai Academy, questa fase si concentrerà sul tema dell’empowerment femminile con il progetto “LeaderShe”, che attraverso un questionario online raccoglie le considerazioni dei dipendenti circa l’attenzione alla parità di genere e alla sua espressione in azienda, allo scopo di migliorare l’organizzazione del lavoro e la cultura aziendale in merito. Verranno inoltre avviate altre iniziative, come focus group e tavoli di confronto. La terza fase è la stesura di un piano di azione per definire obiettivi e politiche concrete di riequilibrio di genere, nel breve, medio e lungo periodo.


Intanto, è in dirittura d’arrivo il bando per individuare la figura della Consigliera o del Consigliere di Fiducia lanciato lo scorso gennaio su iniziativa della Cpo Rai e Usigrai, per il quale sono arrivate oltre 500 candidature. Questa figura dovrà svolgere in totale autonomia, imparzialità e riservatezza compiti di supporto, consulenza e assistenza nei confronti del personale che ne richieda l’intervento in quanto destinatario di comportamenti o atti di discriminazione, molestie, mobbing e straining. 

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