Rifiuti sanitari (mascherina, guanti) in strada
Rifiuti sanitari (mascherina, guanti) in strada

Rifiuti sanitari: in era Covid arriva una tecnologia di smaltimento sostenibile

Mentre i tassi di infezione della pandemia di Covid-19 iniziano a diminuire in alcuni paesi, gli effetti a lungo termine del suo impatto stanno diventando più chiari. Il Covid-19 ha infatti portato a un aumento significativo sia della produzione di dispositivi di protezione individuale (DPI) sia della quantità di rifiuti. Le stime mostrano che a livello globale utilizziamo mensilmente circa 129 miliardi di mascherine e 65 miliardi di guanti.

Riufit sanitari: Gary Stokes, ceo OceansAsia, con le mascherine trovate nelle acque dell'oceano a Honk Kong
Gary Stokes, ceo OceansAsia, con mascherine trovate nelle acque dell’oceano a Honk Kong

Il problema dello smaltimento dei rifiuti sanitari

In particolare, il virus ha anche fatto luce sulle capacità limitate degli ospedali e ha anche evidenziato le numerose carenze dei nostri sistemi sanitari, fra cui la capacità di smaltire i rifiuti sanitari.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i rifiuti sanitari sono “tutti i tipi di rifiuti derivanti da strutture sanitarie”. Di tutti i rifiuti sanitari generati, circa il 15-20% è considerato potenzialmente infettivo e pericoloso: oltre 260000 contagi da HIV e 21 milioni di contagi da epatite B sono stati causati da uno smaltimento inadeguato dei rifiuti sanitari. I metodi di gestione dei rifiuti sanitari usati attualmente generano problematiche di natura economica e ambientale.

Lo smaltimento di questi dispositivi monouso è quindi un vero problema di questo ultimo anno e mezzo, e con l’emergere di nuove varianti di Covid-19, è probabile che la gestione dei rifiuti sanitari continui a svolgere un ruolo cruciale nel suo impatto sull’ambiente. Data la quantità sproporzionata di inquinamento marino da fonti terrestri, i ricercatori sono preoccupati che le maschere chirurgiche, i camici medici, gli schermi facciali, gli occhiali di sicurezza, i grembiuli protettivi, i contenitori igienizzanti, le scarpe di plastica e i guanti aggiuntivi scartati dall’attuale pandemia di coronavirus potrebbero finiscono nei nostri ecosistemi acquatici, aggravando così l’inquinamento marino esistente.

Il video di presentazione di Envomed 80, per lo smaltimento dei rifiuti sanitari

Envomed 80, da Israele una tecnologia eco-compatibile

Da Israele arriva però un’invenzione che potrebbe risolvere il problema: l’azienda Maabarot Metal Works ha sviluppato  Envomed 80, una macchina che riduce i rifiuti medici in un prodotto sicuro che può essere smaltito all’interno degli ospedali insieme ai rifiuti urbani ed è rispettoso dell’ambiente.

Come riportano alcuni siti, fra cui anche il Waste Management World, Envomed è un macchinario specializzato nella triturazione e sterilizzazione simultanea dei rifiuti sanitari, usando una tecnologia sviluppata e testata scientificamente, in grado di sterilizzare rifiuti sanitari fino ad un livello STAATT IV. È una tecnologia potentissima ed eco-compatibile. Envomed 80 può trattare fino a 80 litri di rifiuti sanitari infetti e taglienti in soli 15 minuti. Il dispositivo è stato approvato dal Ministero della Sanità israeliano e vanta un’impronta di carbonio minore rispetto ad altre soluzioni presenti nel mercato.

“Cercavamo un campo in cui c’è una scarsità di soluzioni tecniche. Ci siamo imbattuti nel trattamento dei rifiuti infettivi o medici e, dopo aver esplorato questo mercato, abbiamo identificato due problemi”, afferma il CEO di Envomed David Segev. “Il primo era che non c’era un trattamento in loco; è tutto fatto fuori sede, il che non ha senso. La seconda cosa è che il trattamento fuori sede coinvolge principalmente gli inceneritori, il che è orribile. Quando abbiamo riesplorato il mercato, abbiamo scoperto che gli ospedali non lavorano in loco perché non c’è un’alternativa adeguata”.

“Abbiamo un separatore liquido e solido in cui il liquido andrà direttamente alle acque reflue, perché a quel punto si dissolverà in acqua, ossigeno e acido acetico, quindi è totalmente ecologico – continua Segev -. Il prodotto solido verrà successivamente essiccato, lasciando un prodotto di scarto municipale a forma di coriandolo”.

La capacità della macchina in loco di eliminare tutti gli agenti patogeni vivi elimina anche la necessità di una gestione fuori sede. Considerando che il pretrattamento in loco è solitamente necessario prima che i rifiuti biomedicali possano essere trasportati fuori sede, Envomed in questo senso aiuta a prendere due piccioni con una fava.

L’Envomed 80 sta già iniziando a rivoluzionare il mondo del trattamento dei rifiuti sanitari in loco con progetti pilota nell’area Asia-Pacifico e in Sud America accanto al mercato locale in Israele.

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