Visto da Quoziente Humano/Presenti a distanza

‘Le transizioni offrono semi di futuro a cui dare spazio per nutrirci’, è il messaggio che abbiamo fatto nostro (preso in prestito da Riccarda Zezza, ceo di Life Based Value) tra i molti interventi che hanno costellato il Forum della Comunicazione 2020 appena conclusosi.
E quali germogli starebbero nascendo dal delicato periodo storico e sociale che stiamo attraversando? 

Tra le molte parole ascoltate, proviamo a isolarne alcune, chiave, che vi proponiamo qui.

Ascolto: premessa necessaria alla comunicazione. Occorrerebbe prestare maggiore attenzione alle parole dell’altro e alle nostre, (specialmente se pronunciate a voce alta o a microfoni accesi durante un webinar o affine). 

Tecnologia: limite e opportunità. Come ogni strumento a nostra disposizione, compresa la mente, bisogna saperla utilizzare con consapevolezza, affinché sia una porta aperta sulle relazioni e non un canale di cui non si hanno le carte per la navigazione. Proprio quella tecnologia che ci ha aiutato durante questi mesi, potrebbe non supportarci nel futuro laddove non se ne abbia la cognizione tecnica e umana di uso (trasformando una opportunità in un boomerang). 

Senso: Il digitale chiede con ancora maggiore forza che persone e incontri siano espressione di un sentire autentico e di messaggi chiari ed efficaci. In un momento in cui la rete pullula di incontri, webinar e videoconferenze traslare eventi dal reale al virtuale richiede lo sforzo di approfondire ulteriormente il significato (disambiguando messaggi che nella non presenza fisica diventano meno chiari e possono risuonare ancora più staccati dalla realtà).

Crisi: Questa parola ne porta un’altra con sé: scelta. Possiamo scegliere e decidere quello che desideriamo, ma soprattutto ciò che non vogliamo più. Possiamo cogliere – come un fiore nato dai germogli con cui abbiamo iniziato queste righe – l’occasione di cambiare strada e non tornare indietro. Una nuova direzione nel lavoro, nelle relazioni, nella vita. 

E qui aggiungiamo un’ultima parola, che proponiamo noi, anche alla luce di quanto visto e ascoltato in questi mesi.

Presenza: come ormai consuetudine dall’inizio dell’emergenza Covid19, le nostre vite sociali si sono trasferite online, per molti degli appuntamenti che normalmente ci avrebbero visto affollare una sala, stringerci mani, parlarci a quattr’occhi, come si scrive spesso, ‘a margine dell’evento’. Una differenza marcata, che per portare ‘reale’ valore aggiunto, chiederebbe uno stato di ‘presenza’ ancora più alto: individui che partecipano, pubblico che segue, organizzatori che guidano, proprio laddove presenza (fisica) non ci può essere.